La società provvede alla soddisfazione di uno dei beni primari, la casa, che si realizza tramite l’assegnazione in godimento di un alloggio a fronte del pagamento di un canone equo.
L'insieme dei soci e delle socie costituisce l'assemblea sociale mentre il Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) è composto da persone elette democraticamente dall’assemblea. Con le stesse modalità il C.d.A. elegge il Presidente.
Chi amministra agisce per senso di responsabilità verso l’impresa cooperativa e per puro spirito volontaristico.
Questi principi a cui si ispirarono i “Probi pionieri di Rochdale”, considerati i capostipiti dell’impresa cooperativa che, nel 1886, in un sobborgo di Manchester, idearono e svilupparono un modello di impresa che non fa dividendi ma reinveste nell’attività i frutti del lavoro.
Proprio perché la proprietà è collettiva e il fine è il bene comune, è necessario che il corpo sociale ne sia consapevole. Ne consegue, quindi, un adeguato senso di responsabilità. Non a caso, fin dal 1907 quando i fondatori e le fondatrici adottarono nello Statuto la regola dei due garanti, per aderire alla società è richiesta la firma a garanzia di due soci/e.
Questo è l'unico meccanismo che garantisce l’identità, la natura ed il futuro del progetto cooperativo.
La cooperazione di abitanti, infatti, non è mai stata, non è e non potrà essere un movimento assistenziale e caritatevole né, tantomeno, un ente benefico.